Calipso

 

Calipso tenterò di

nascosto una zattera

senza vento

per percorrerti gli afflati,

il sentiero dei tuoi sogni,

e disferò come Penelope

le funi che la legano,

di giorno,

che io non possa

ripartire

ma restare.

 

 


Ninfa divina tra le Dee,

occhi che luccicano

nella notte delle congetture,

nel ripetere del minuto

nella lancetta del quadrante

dei sogni.

Una prece agli Dei,

angeli che ci accompagnano…

un turgore di spasimi

di felicità,

e mi darai un eroe,

pargolo come novello

Ercole, un piccolo figlio

mio, Nostro, Dea.

 


Dea tra le Dee

L’invidia Divina

Mi vuole lontano da te

Ma ucciderò l’Hermes,

che non mandi missive minacciose,

che tu possa giacere

per sempre con un mortale,

Odisseo,

io, perduto nell’incanto della tua

natura.

 

 


 

 

Calipso, ma tu non giaci

con me nella notte,

solo distanze e piccoli

pensieri ci separano…

ma la Comunione (quella Vera) è vicina,

e l’istante consuma l’istante,

e presto anche la notte

sarai mia: negli occhi degli occhi,

nella mente della mente.

 


 

Calipso ti vengo a

Concepire nella tua isola.

Io Odisseo imprigionato

Tra i tuoi flutti spumosi,

 

divina tra le divine

che ingoi il mio nettare

per farne cibo degli Dei.

Calipso, ho trovato qui

La mia Itaca,

e nessuna Penelope mi riporterà

nell’INEDIA.

Ti accenderò di deliri

Succhierò ogni liquido che

Trasuda per farne linfa,

sangue, essenza

del mio corpo,

 

solve e coagula

dell’esistenza.

 

 

 

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