C.B.
Odi il sentore quasi dacchito
Allorizzonte quando appaiono i turbini
Bigi che sollevano lacqua e dimprovviso
Senti rombare lalito sonante del vento
Che striscia sibilando le orecchie,
e tutto è un trepidare svelto e un rincorrere,
tempo che sta per tradire levento,
della pioggia.
Il vecchio, la vecchia,
sveltiscono gli atti, che si appressano
alla corsa. Tutto sembra avvicinarsi
in un attimo: il rumore tenebroso
nel libeccio, che porta odori acri, salmastri
della spuma che si fonde nellaria.
E tutto è pronto per gocciare,
le lamiere del cielo foriere del canto
di tempesta, e tempesta è:
il cielo si graffia dacqua, e lo scroscio
si abbatte sullasfalto,
e solleva la pelle che rabbrivida.
Tutto è uno scuotimento di cose,
di cose molli e dure; e cadono a peso.
E sempre più scuro e merlato di bianco.
Ecco ora è levento,
il rimescolarsi del mondo,
la confusione decisa della materia,
e lacqua che si fa vita, e dalla vita che rinasce
tempesta, da ogni cosa che muore e vacilla,
la nostra speranza, la vera.
Mia vita
Ogni tua piccola
vita
È iscritta nei miei affanni;
tutto comprendi e niente lasci
al caso.
Dove la tempesta di sabbia
Sono la ruggine fuligginosa
Tu nascondi nel riparo
dei riposi,
delle tregue dellanima.
Le congetture nei vortici
Dei quotidiani sono cancellate
Dalla calma in furiosa dei tuoi occhi
(il disegno di una tenerezza ineffabile).
E il ti amo è ormai,
di continuo, affare di ogni giorno
(e si nasconde
)
nei sussurri delle labbra (meno)
e della mente (più).
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