GIOCHI DI SPAZI

 

Ora non rimane

Che un rifiuto di polvere umana

Deietta da uni spazio di immoti

O entità di non sensi.

 

Il gioco d’amore

Non ha che da vendere a fiabe

Più ricche di fate

Distratte ed insulse

Parole di nuovo.

 


  

TENTATIVO

  

…e non so se qualcosa disaccorda

questi fremiti di tensioni al nulla.

Se al di là della Pura Immagine

Che incontra stracca questa orchestra

Di pulsioni oscure

(non mai vere)

sottende una profferta di Divinità o

di Puro Essere.

 

Eppure è come quel lontano assunto

Costretto adeso e coartato

Dalla forza Amare.


 

VIOLE

  

Erano i nostri auspizi

Di più lunghe e concesse stagioni

Le screziate e solari violette di maggio.

Disadorne non fulgono più

Altre pagine di libri

(macchiate).